BUICK 1941 scala 1/48 TAMIYA di Alessandro Tulli del GMR – RIETI

Buick

Il junkyard per gli americani e’ ” the place where junk is stored and sold” per noi piu semplicemente il “campo dei rottami” e cioe’ lo stile,il modo e le tecniche per riprodurre (o avvicinarsi il piu’ possibile) qualsiasi tipo di mezzo sul quale il tempo e le intemperie hanno lasciato piu o meno segni evidenti.Scrostature,ruggine,ammaccature,ruote sgonfie,polvere,caratterizzano questa “sezione” del modellismo statico e,a mio modesto ed opinabile parere,non meno facile del modellismo militare e/o civile. I maestri di questo genere sono senza dubbio gli americani ma ho visto anche lavori di modellisti orientali che lasciano a bocca aperta.Pochi ma molto bravi ci sono anche modellisti nostrani.Voler riprodurre il vetusto,rovinato,invecchiato interessa anche le sole ambientazioni,senza mezzi o figurini,ma non per questo meno fascinoso e caratteristico vedi Emmanuel Nouallier o Marcel Ackle ad esempio,maestri nella riproduzione di spaccati di realta’ in cui il realismo e’ impressionante.
Volendo provare a riprodurre un modello junkyard la scelta e’ caduta sulla Tamiya staff car 1/48,la Buick 1941 super eight,un kit dal dettaglio sopraffino e pochi pezzi che praticamente si montano da soli.
Come prima cosa ho passato una mano di primer nero,cui e’ seguita una passata di hull red e varie tonalita di ruggine,sempre ad aerografo.Poi,dopo una velatura di trasparente opaco,ho passato della lacca su cui ho applicato del sale.Il vallejo blue andrea e’ stato il tocco finale.
Dopo aver tolto il sale la sottostante patina di ruggine e’ riemersa e ad essa sono stati aggiunti pigmenti mig,sia ruggine che polverosi,quindi ho applicato il modello su una semplice basetta che riproduce uno scorcio di citta abbandonato.
Un lavoro divertente,direi impegnativo che mi ha portato fuori dagli schemi del modellismo militare da cui provengo,il cui risultato lascio a voi giudicare fermo restando che critiche e consigli sono sempre benvenuti.

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