EE CAMBERRA PR.9 scala 1/72 AIRFIX di RICCARDO PUTIGNANO parte prima

EE Canberra PR.9 scala 1/72 AIRFIX

di RICCARDO PUTIGNANO – gruppo modellisti reatini

parte prima

Il Canberra PR.9 era la versione da ricognizione dell’EE Canberra. Il suo aspetto definitivo venne ottenuto dopo la fatale fine del prototipo XH129 il 9 ottobre 1958 che aveva portato alla morte dell’osservatore per mancanza del seggiolino eiettabile; per fortuna il pilota Don Knight si salvò eiettandosi. Le successive modifiche introdotte sugli esemplari di serie furono quindi la modifica della parte anteriore del muso dell’aereo che poteva essere aperto per permettere l’accesso del navigatore che finalmente poté disporre del proprio seggiolino eiettabile.
Il modello da cui sono partito per poter disporre di questa ultima versione di questo classico jet “So British” è la scatola dell’Airfix scala 1:72. Il kit è stato uno dei primi della rinata e gloriosa casa inglese e per questo motivo ha caratteristiche pregiate…e altre meno. Tra le prime la semplicità di montaggio unita a buoni incastri generali. Tra i difetti purtroppo non si possono non notare le pannellature piuttosto larghe e profonde.
Il difetto peggiore rimane però legato al fatto che il kit è stato estrapolato dalla variante da bombardamento e quindi la zona cockpit pilota/navigatore è totalmente errata. Dopo gli improperi del caso la mia salvezza si è materializzata sotto forma di resina e più precisamente l’art.C72087 dell’assortimento CMK. Il set è ben fatto e si è adattato bene al set Airfix, le uniche modifiche sono state l’assottigliamento della parte anteriore della fusoliera per poter permetterne l’adattamento ma nulla di particolarmente complicato. Ritornando al modello il cockpit è stato dipinto con un grigio scuro (RLM 66, non me ne vogliano i puristi). Questo perché nella scala regina evito l’uso del nero che ingloba tutti i particolari. Dopo la mano di grigio sono passato alla colorazione della strumentazione analogica. Il metodo usato è stato quello di dipingere i quadranti in bianco. Una volta asciutto il bianco, ho preparato del colore a olio nero poco diluito che è stato posato in ogni quadrante. Una volta asciutto con uno spillo ho grattato la vernice nera facendo fuoriuscire il bianco e così sono state create le varie lancette. Per avere un effetto più marcato su queste ultime o avere i vari indicatori dei quadranti, in alcuni casi sono stati applicati dei segni bianchi con un pennello 00000. Una volta soddisfatto dell’effetto sono passato a colorare i vari pannelli e linee elettriche degli interni con grigi diversi al fine di aver un aspetto non uniforme degli stessi. A questo punto è stato creato un lavaggio con colore ad olio bianco che è stato passato sui vari pulsanti per dare loro il colore giusto. Una volta asciugato il lavaggio, previa rimozione degli eccessi dello stesso, è stato preparato un lavaggio nero che è stato passato per dare profondità ai vari particolari e scatoline varie. Una volta asciutto il tutto sono stati datti tocchi di argento rosso e giallo sui vari pulsanti per dare colore al tocco. Penso che questo sia il segreto della 1:72, dare colore e contrasto, come penso molti di noi modellisti sanno, stupendosi e ammirando gli elaborati dei maestri settandueisti. Lo stesso tipo di trattamento è stato riservato ai seggiolini infatti anche qui ho cercato di giocare molto sui contrasti tra cinture, sedute, parti metalliche scure. Ultimo tocco è stato l’applicazione di un drybrush grigio con tonalità FS 36231 ma con parsimonia per evitare l’effetto “brinato”, seguito dalle immancabili scrostature argentee date qua e là in base ai punti di maggiore usura e senza tralasciare il pavimento. Ok, finito il cockpit passiamo all’assemblaggio!

 

 

 

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