Museo storico dell’aeronautica di “VIGNA DE VALLE”… di Simeoni Stefano del GMR – RIETI

Visitare il museo storico dell’aeronautica militare situato a Vigna di Valle nel comune di Bracciano, presso l’omonimo lago,è per noi modellisti di aerei una tappa obbligata perché ci offre la possibilità di rappresentare al meglio i nostri modelli.

Il museo nasce nel luogo in cui nel 1908 venne costruito e volò il primo dirigibile militare italiano e inauguro’ l’aeroporto di Bracciano-Vigna di Valle la più antica infrastruttura, aeroportuale italiana.

L’inaugurazione del museo avvenne il 24 maggio del 1977, alla presenza del presidente della repubblica On. Giuseppe Leone e dell’ispiratore del museo GEN. SA GIUSEPPE PESCE.

Il museo e’ gestito direttamente dell’aeronautica militare che occupa strutture che furono prima del centro sperimentale, poi sede del reparto Caccia Marittima e quindi di un gruppo di volo del soccorso aereo.

Nella struttura del museo, oltre ai veicoli e motori che rappresentano l’evoluzione dell’aeronautica militare in Italia, conserva importanti collezioni riguardanti apparecchiature fotografiche, apparati radioelettrici, armi, equipaggiamenti di bordo individuali e collettivi.

Gran parte di questi cimeli legati all’aeronautica militare provengono da collezioni private.

importante oltre all’aspetto tecnico e storico, una parte del museo e’ dedicata all’ influenza che ha avuto l’aviazione nel’ arte figurativa, esponendo opere di pittori futuristici come PIERO ARRIGONI, GIACOMO BALLA, e TATO; e ovviamente pittura contemporanea come quella di ANTONIO PAPASSO.

All’interno del museo ci sono attività sono attinenti al recupero ed al restauro di veicoli storici con enti e associazioni esterne, con il fine di conservare il patrimonio aeronautico nazionale.

Il museo ha una superficie espositiva coperta di circa 13000 mq suddivisa i 4 hangar, oltre a un settore esterno all’aperto.

HANGAR TROSTER

Hangar ospita il settore che va dagli  albori dell’aeronautica sino alla fine della WWI.

L’hangar stesso e’ il più antico presente in Italia ed è stato ottenuto in conto riparazione danni di guerra dall’Austria alla fine del primo conflitto mondiale.

All’interno ci sono esposti reperti che risalgono ai primordi del volo come il pallone aerostatico di Garverin del 1804 o la replica del l’elicottero sperimentale di FORLANINI oltre al barchino idroplano di CROCCO E RICARDONI che servì a sviluppare le conoscenze, necessarie alla costruzione del primo dirigibile militare italiano a fianco ai primi velivoli impiegati dalle forze armate italiane.

Crocco
Nel 1904 Mario Maurizio Moris, comandante della Brigata Specialisti del Genio, scelse il lago di Bracciano per effettuare i suoi esperimenti sui palloni frenati. Moris era un’uomo d’ingegno e di cultura e era molto interessato a tutte le vicende legate ai primi tentativi di volo. Già nel 1894 aveva costruito a sue spese un pallo sferico, che aveva chiamato “DURAND DE LA PENNE”, con cui aveva effettuato insieme al ten. DAL FABBRO una prima ascensione nel giugno dello stesso anno. Tra gli uomini che scelse per il suo progetto va ricordato l’ingegner e del Genio Gaetano Arturo Crocco e Ottaviano Ricaldoni. In gran segreto nel 1906 i due ingegneri impiantano sulle rive del lago di Bracciano una base di sperimentazione degli idrovolanti ma non era dove è adesso l’aeroporto di Vigna di Valle, ma proprio sotto il paese, dove erano le capanne dei pescatori. Gli esperimenti dei idrovolanti si conclusero positivamente nel 1907, in special modo con il n’2, questo esposto nel museo che fu un eccezionale banco di prova per studiare quelle analogie di comportamento e quelle problematiche che la macchina volante avrebbe riservato ai suoi progettisti e collaboratori. In particolare, grandi innovazioni tecnologiche risultarono, essere l’installazione di eliche a passo variabile e l’utilizzo di alette idrodinamiche che permettevano a questo mezzo di raggiungere la considerevole velocità di 70 km/h. Nel 1908 Crocco, coadiuvato sempre da Ricaldoni, realizzò il primo dirigibile militare italiano, utilizzando il gruppo propulsore ovviamente potenziato e le due eccezionali eliche a passo reversibile del barchino idroplano.

C’è inoltre, una bellissima replica di WHIGHT e il veicolo con cui venne brevettato il primo pilota militare italiano MARIO CALDERARA.

Nel settore che ricorda la prima guerra mondiale troviamo esposto un BLERIOT XI, un aereo di ricognizione, due SPAD S VII è un HANRIOT HD.1 appartenenti a tre assi della caccia.

Spadcabruna
SPAD SVII “ERNESTO CABRUNA” Costruito in molte migliaia di esemplari nel corso di tutta la Grande Guerra ed adottato dalle aviazioni militari francesi, inglese, belga, russa, italiana ed americana, lo spad fu il caccia di alcuni tra i più famosi ” assi” quali GUYENEMER, FONK, RICKENBACKER, BARACCA, RUFO di CALABRIA, RANZA, CABRUNA. Veniva considerato “asso” il pilota che abbatteva almeno cinque aerei nemici nel corso della sua carriera è proprio, con lo SPAD SVIII che FRANCESCO BARACCA, divenne il primo dei nostri assi e con lo SPAD SVII conquistò molte delle sue 34 vittorie. Il velivolo in foto, appartiene all’asso ERNESTO CABRUNA. Dalla foto si può notare che dietro all’abitacolo del pilota ci sono i simboli degli aerei nemici, da lui abbattuti, mentre a mo di cicatrici, sono visibili delle piccole toppe circolari che venivano poste sulla tela a coprire i fori dei proiettili nemici rinvenuti in combattimento.

 

Spad SVII FULCO RUFFO DI CALABRIA
SPAD SVII “FULCO RUFFO DI CALABRIA” 1884 – 1946 e’ il quinto asso dell’Aeronautica italiana della Prima Guerra Mondiale con 20 velivoli nemici abbattuti in combattimento. RUFFO colse oltre due terzi delle sue vittorie proprio con gli SPAD SVII, con i quali inizio nel maggio 1917, in coincidenza con la costituzione della celeberrima 91′ squadriglia ( la squadria degli assi), divenendo comandante dopo la morte fi F.Baracca. RUFFO e’ medaglia d’oro al valore militare e Cavaliere dell’ordine militare di Savoia.

Spad sVII

Spad
il veicolo che vedete nella foto, apparteneva precedentemente all’asso francese PAUL MALAVIALLE (5 vittorie), porto’ le insegne individuali dell’Asso italiano costituite dal “Teschio con le Tibie”, insegne che pur variando nello stile grafico furono distintive dei veicoli utilizzati da RUFFO di Calabria nel corso della guerra. Il veicolo in foto si è rivelato il più antico SPAD SVII esistente al mondo ( S.153.9.16) . A fine della WWI A FULCO RUFFO di Calabria venne donato l’aereo, e a sua volta successivamente fu donato alla Regia Aereonautica per esser poi esposto al museo dell’Accademia. La colorazione di fabbrica della linea è il giallo dell’aviazione francese, ottenuto sciogliendo il pigmento giallo direttamente nel tenditelo con la parte anteriore del velivolo color nocciola. gli SPAD SVII identificati da RUFFO sono tutti nello schema giallo.

Spad

Macchi - HANRIOT
Questo celebre caccia di costruzione misto legno e metallo, è un biplano monoposto, con l’ala superiore di maggiore apertura e dotata di un discreto diedro positivo, progettato dall’ing. DUPONT, fu scelto da uan commissione italiana nel 1916 per equipaggiare la linea caccia grazie alle sue doti di grande maneggevolezza di robustezza. Piccolo e compatto, di linee sobrie ed eleganti, ottimo arrampicatore, fu il velicolo preferito di molti assi della Prima Guerra mondiale tra cui Silvio Scaroni, con trenta vittorie aeree. L’esemplare che vedete nelle foto è di Flavio Torello Baracchini, asso con 21 vittorie aeree.

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Macchi

Proseguendo troviamo un CAPRONI CA.36, è uno degli ANSALDO S.V.A. 5 utilizzati per il Raid su Vienna.

Caproni36
Il Caproni CA.3, un trimotore da bombardamento delle eccezionali dimensioni ( per l’epoca di costruzione ) deriva direttamente dal CA.1, progettato dall’ingegnere CAPRONInel 1913, che volo’ per la prima volta nel 1914. Il CA.1, equipaggiato con tre motori FIAT A 10 da 100 cv, fu impiegato con grande efficacia nei primi due anni della 1′ guerra mondiale, tanto che le autorità militari italiane chiesero di migliorare le prestazioni aumentandone ancor più la potenza installata ( una serie limitata, denominata C2, era già stata prodotta, con potenza superiore, 350 cv, utilizzando come motore centrale un Isotta Fraschini da 150 cc.). Il nuovo velivolo CA.3 o CA.33, equipaggiato con tre motori Isotta Fraschini da 150 cv, fu ordinato in 270 esemplari tutti consegnati entro il 1917.

Ca36

Ca36
Al CA.3 sono legate molte intrepide imprese di bombardamento della prima guerra mondiale, basti ricordare le incursioni su Assung e Chiapavano o il bombardamento della base marittima di Cattaro sostenuta da Gabriele D’Annunzio. Il Ca.3 fu prodotto si licenzia anche in Francia, oltreche’ essere il velivolo da bombardamento più apprezzato dai piloti americani, tra cui Fiorello Laguardia. Il CA.3 che vedete nelle foto e che è esposto al museo storico dell’ Aereonautica Militare è quello appartenente, ala TEN. PIL. CASIMIRO BUTTINI, medaglia d’oro al valore militare per un’impresa compiuta proprio con questo esemplare. Acquistato da BUTTINI per 30000 lire al termine della guerra è messo in una cascina della campagna piemontese, fu comprato dall’Aeronautica militare nel 1959.

Ca36

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Ca36

Ca36
Ca36

Ca36

Ca26

Ca36

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ANSALDO SVA 5 Velocissimo ed e innovativo sotto il profilo tecnico aeronautico, lo SVA fu il primo aereo di concezione e costruzione interamente italiano. L’acronimo ” SVA ” è formato dalle iniziali dei cognomi SAVOIA e VERDUZIO, e gli ingegneri che lo progettarono, e ANSALDO, la ditta che lo costruì in circa duemila esemplari a partire dal 1917. Impiegato principalmente in missioni di ricognizioni nel corso della Grande Guerra, questo veicolo divenne leggendario tra i piloti per aver effettuato alcuni voli memorabili, il primo fra tutti quello su Vienna il 9 Agosto del 1918, compiuto dagli SVA della 87′ squadriglia ” SERENISSIMA” al comando di Gabriele D’Annunzio. Nel dopoguerra, grazie alla forte determinazione dei piloti e della scrupolosa preparazione delle imprese, due SVA andarono da Roma a Tokio in un eccezionale volo di 18000 km, mentre quello portato dalla medaglia d’oro Antonio Locatelli attraverso le Ande con un volo solitario. Il velivolo esposto, appartenuto al maggior GIORDANO BRUNO GRANZAROLO, e’ proprio uno di quelli che effettuarono il volo su Vienna del 1918 lanciando manifesti che invitavano l’Austria alla resa.

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Sva

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Ci anche due prede belliche, un LOHNER L e la fusoliera di JUNKERS J.I.

Per gli anni appena successivi alla guerra e’ esposto un ANSALDO AC2.

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Ansaldo

HANGAR VELO

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HANGAR BADONI

HANGAR SKEMA

ESPOSIZIONE ALL’APERTO

 

 

 

 

 

 

 

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