RECENSIONE… FIAT 508 CM COLONIALE ITALERI scala 1/35 di S.SIMEONI del GMR – RIETI

RECENSIONE… FIAT 508 CM COLONIALE

ITALERI scala 1/35

foto e testo di S.SIMEONI

All’inizio del 1939 incominciava la distribuzione al Regio Esercito della FIAT 508 C Militare, una vettura basata sulla meccanica della “nuova Balilla” ma con una nuova carrozzeria squadrata. Si trattava sempre di un’auto con la sola trazione motrice delle ruote posteriori e quindi dotata di modeste prestazioni fuori strada, ma grazie ad una buona affidabilità generale venne impiegata dal R.E. sui principali fronti della 2° guerra mondiale. La produzione durò sino al 1945 (circa 6000 esemplari) ed alcune centinaia di 508 CM vennero usate dopo l’armistizio dai tedeschi; altri esemplari sopravvissuti al conflitto e rimasti in mano italiana, trovarono impiego non solo nell’Esercito Italiano fino al 1960 ma anche nella Marina Militare.

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IL KIT

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La confezione è quella ormai adottata come standard da un po’ di tempo a questa parte, in copertina ha una bella tavola e sul retro riportano i profili a colori che torneranno utili per la colorazione del soggetto.

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Il contenuto della confezione comprende due stampate di plastica grigia di buona qualità un piccolo foglio decal, uno di acetato pre-fustellato con i trasparenti ed un foglio istruzioni di 10 pagine.

Andiamo a vedere in dettaglio il modello.

La parte automobilistica è ben dettagliata con il telaio su cui andranno montati l’assale anteriore, ( che comunque piccolo lavoro consente di posizionare le ruote anteriori anche sterzate), quello posteriore (stampata in un unico blocco con le balestre , l’albero di trasmissione ed il differenziale), il motore ( una buona replica dello storico 1100), il radiatore e il tubo di scappamento, quest’ultimo addirittura con il terminale forato.

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L’ unica delle parte sono ad ora citate ad essere priva dei segni di giunzione degli stampi è il telaio, ma non dovrebbe essere complesso liberarsi di quelle presente grattandole semplicemente via con il solo ausilio di un buon cutter.

L’interasse delle ruote, è di 242,7 cm; quello del modello misurato e riportato in scala 1/35, è di 243 cm e quindi corretto.

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Corretti sono anche il diametro del cerchio 18 pollici, mentre la spalla del pneumatico, che su tale cerchio dovrebbe esser di 6″ risulta essere 6,4″ che riportata alla realtà corrisponde a 6,5″ mm in più; è una precisione che si può trascurare.

Le borchie che coprono i mozzi recano la scritta “FIAT”.

Una volta mondato il telaio con tutti i suoi componenti si passa al montaggio del pianale composto da otto pezzi, quattro in positivo e quattro in negativo, dalle dimensioni non trascurabili.

 

Si nota subito che la forma della scatolatura da cui fuoriesce la leva del cambio, sempre sul pianale, non appare corretta in quanto troppo bombata, con una trama che non sembra come quella originale e non è incisa la borchia di forma circolare con i quattro bulloncini attorno all’inesto della leva del cambio.

Non è un grande danno, appena rimossa dalla sprue basterà abbassarla un po’ e rivestirla con del plasticard sottile replicando così anche la borchia precedentemente citata.

Andanto avanti la selleria, è tutto sommato ben riprodotta, anche se ” non vissuta”; qualche lieve segno di vita la potrebbero dare, tutto sta ora alla facoltà e all’abilita del modellista.

Riguardando la colorazione dei sedili, fino al 1941 questi erano in genere, di similpelle marrone, successivamente una circolare stabilì che tutti i mezzi prodotti, indifferentemente che si trattasse di ruotati, blindati o corazzati, li avessero di colore nero.

Anteriormente si monta la porta anteriore della cabina che all’interno prevede pedaliera, cruscotto( i strumenti sono forniti in decalcomania, correttamente su fondo bianco) e volante.

Anche qui qualche bel segno di sbavatura da togliere, ma tutto sommato niente che possa far venire il mal di testa.

Questa stessa parte comprende, sul lato della parodia all’interno del vano motore, alcuni particolari prestampati sui quali dovremmo intervenire con qualche lavoro di dettaglio se si vuole lasciare il motore aperto.

Le due fiancate del veicolo, sia all’interno che all’esterno sono ben dettagliate e il lato dello sportello dalla parte del conduttore c’è la possibilità di lasciarlo aperto, con la caratteristica apertura controvento.

I dettagli interni presentano le tasche porta -documenti sia sulle portiere anteriori che posteriori quest’ultimi pezzi presentano dei fastidiosi ritiri sulle pennellature esterne delle portiere stampate solidali alla carrozzeria e che dovranno esser stuccati per evitare sorprese in fase di colorazione.

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Questo problema non è presente sullo sportello apribile fornito separatamente.

La calandra anteriore è anch’essa ben replicata e i fanali non comprendono là parabole trasparenti, ma so quelle mobili.

Le prime sono errate in quanto riportano le feritoie al centro della parabola; mentre nella realtà erano molto più spostate verso il basso; le seconde oltre ad essere assolutamente identiche nella trama del tessuto, mancano di tutta la parte laterale ed hanno le feritoie sempre troppo in alto.

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Se si vuole replicare correttamente l’ultimo tipo di copertura, dovremmo ricorrere allo stucco ipossidico vi componente ( milliput, green stuff ecc.).

Nel caso volessimo invece utilizzare delle parabole standard per i fanali, procurarcene non è difficile, sono molti i produttori di after market sul mercato che li producono purché siano di diametro di 4 mm.

Le predelle per facilitare l’accesso al veicolo sia anteriormente che posteriormente , sono riprodotte con una trama anti-sdrucciolo riportata in scala con sufficiente precisione.

La vettura è realizzabile sia scoperta che coperta anche se i montanti sono spessi, problemi relativi alla possibilità di stamparli in plastica e quindi non imputabili a Italeri.

Anche i parafanghi anteriori sono vittime dei segni degli estrattori, fortunatamente questa volta sono in negativo e quindi si dovrà ricorrere ad un leggero stoccatura per evitare che restino visibili.

DECAL

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Le decalcomanie consentono di realizzare quattro differenti soggetti:

– divisione Ariete – Africa settentrionale 1942

– Regio esercito – Balcani 1943

– Lutfwaffe – Provenza 1944

– Organizzazione Toft – Italia settentrionale 1944

Peccato che le decalcomanie con la testa stilizzata dell’ariete per l’abientazione del veicolo dell’anonima divisione corazzata in africa settentrionale, sono un po’ sovradimensionate

Per il resto il foglio è ben stampato ed in registro.

LE ISTRUZIONI

Le istruzioni, come sempre in casa ITALERI sono  chiare e dovrebbero guidarci attraverso, le varie fasi della costituzione senza grossi problemi, questa volta non sono al tratto ma si tratta di viste tratte dai disegni al cad e sono stampate in toni di grigio.

I profili a colori come guida alla colorazione, inclusi i riferimenti ai soli colori acrilici ITALERI, sono riportate sul retro della scatola.

In ogni caso chi volesse utilizzare le altre marche, basta utilizzare le tabelle comparative trovandole in rete.

CONCLUSIONI

Le conclusioni per un modello perfetto sono state disattese, ma comunque è un buon modello che può darci notevoli soddisfazioni.

Il mio voto per questo modello è un bel : 8,5

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